Il 17 maggio 2015, a Patti, in provincia di Messina, è stato inaugurato il murales creato da noi "Artisti per caso". Un lavoro durato un anno e mezzo, che ha coinvolto istituzioni, imprese, privati, noi associati e persone esterne all'associazione.
Un lavoro Grandioso che ha visto come risultato la realizzazione di un grande Sogno.
Abbiamo scritto una lettera che spiega l'evoluzione lavorativa.
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Nel consegnare alla città l'opera, ci preme ringraziare chi
ha contribuito alla sua realizzazione, sperando di non dimenticare nessuno, dal
momento che molti artisti, ma anche studenti, ragazzi, amici, familiari, hanno
lasciato la propria impronta, seppur minima, sul muro.
Ma è proprio questa la ricchezza dell'opera: essa
rappresenta la testimonianza che, quando si è spinti dall'amore per l'arte e
per il proprio paese, dal piacere di stare insieme condividendo una passione,
quella per il bello, è possibile fare grandi cose partendo da una piccola
pietra, un colore, un'idea, un disegno, una mattonella scartata, inutile,
gettata.
Ed è proprio da
un'idea, quella del sindaco Mauro Aquino, promotore di una collaborazione tra
la nostra Associazione e l'Istituto Pirandello di Patti, che è nato l'input per
la riqualificazione dell'intero muro lungo 55 metri, sulla centralissima Via
Trieste, allora ricoperto di erbacce ed abitato da piccoli roditori.
L'ambizioso progetto è stato portato avanti con entusiasmo
dagli “artisti x caso”, a partire da una prima fase di studio tramite disegni
grafici realizzati con l'ausilio di programmi Cad e fotomontaggi, e la stesura
di diversi bozzetti fino al raggiungimento di quello che è diventato il
progetto finale che oggi potete apprezzare.
Esso prevede due distinte parti, che insieme caratterizzano
l'identità del nostro paese, fatto di storia, cultura e tradizioni ma anche di
bellezza naturalistica e ricchezza di colori e forme.
Sono seguiti diversi mesi di lavoro, inizialmente insieme ai
bambini della scuola Pirandello coinvolti nel progetto “Il mio pannello”, i
quali hanno manifestato grande entusiasmo ed attenzione nell'approcciarsi alla
decorazione della ceramica, presso il
laboratorio di Ceramiche Melita, impresa che ha messo a disposizione i propri
locali, ma anche la propria esperienza e professionalità in un settore che
identifica in parte il nostro paese.
La prima parte del lavoro, di circa 40 metri quadrati, è
stata così dipinta a mano su mattonelle 20x20, precedentemente smaltate e
numerate una ad una, e raffigura in modo quasi fiabesco alcune tappe salienti
della storia del paese di Patti: dai tempi della fondazione riprendendo i
mosaici della Villa Romana, alla dominazione Normanna rappresentata dalla
figura della Regina Adelasia e dalla Cattedrale alle sue spalle, all'incursione
del pirata Barbarossa nel 1544 che distrusse il paese.
Questo per ricordare quale è stata l'indole del popolo
pattese nella storia, quando nonostante varie incursioni e distruzioni, si rimettevano insieme i “cocci” adattandosi
di volta in volta al cambiare degli eventi e delle dominazioni.
Segue un richiamo alla produzione delle antiche ceramiche
pattesi, risalente alla fine dell'Ottocento,
apprezzate in tutto il Mediterraneo grazie alla loro esportazione.
E' raffigurata in un altro riquadro l'epopea garibaldina,
durante la quale sul sagrato della chiesa di S. Antonio Abate furono fucilati
12 alcaresi, ritenuti responsabili della rivolta contadina.
L'ultimo riquadro infine rappresenta una figura mitologica
ripresa dai mosaici di Tindari.
Si tratta di un Tritone, metà uomo e metà pesce, che cavalca
i flutti, e suona una conchiglia per calmare le onde dei mari, su ordine del
Dio del mare Poseidone. Abbiamo immaginato questa figura benevola, che
solitamente determina la sorte di marinai e pescatori, come una presenza
costante che, nell'arco della storia, ha cercato di proteggerci, e continuerà a
farlo, dai pericoli che giungono non soltanto dal mare.
Completata la parte in ceramica dipinta a mano, e dopo aver
collocato ogni piastrella in ordine numerico all'interno di appositi cartoni,
il gruppo di lavoro si è trasferito dal capannone delle ceramiche Melita, alla “ Contrada Vignagrande”, dove è stato
ospitato dall'artista esperta in mosaico Elisa Callejera e dal suo compagno
Alessandro, i quali hanno aperto le porte di quello che si è trasformato in un
vero e proprio spazio dedicato all'arte ed alla creatività, per tutti coloro
che hanno lasciato la propria impronta sull'imponente mosaico partecipandone
alla realizzazione.
Dopo aver raccolto il materiale necessario per coprire una
superficie mosaicata di circa 100mq grazie alla generosità di un imprenditore
locale, Gilberto Salamanca, titolare di Arkeos, si è dato inizio alla
composizione del mosaico montato su una grande rete applicata sopra i teli in
plastica sui quali era precedentemente stato riportato il disegno su misura.
Pezzo dopo pezzo il mosaico ha preso vita, grazie alle mani
esperte di Elisa e di tutti coloro che hanno collaborato con entusiasmo e
passione, con l'uso di diverse tecniche ed in particolare del “trencadis” caro
a Gaudì.
Infine la posa in opera in cantiere, affidata alle mani
esperte degli operai della ditta “Fazio”: grazie al signor Pitì, al signor
Giunta ed al geometra Nino Sidoti, ma anche al prezioso contributo del signor
Zodda, è stato possibile riassemblare i vari pezzi di questo immenso lavoro, e
collocarli a regola d'arte sulla grande parete di Via Trieste.
Ringraziamo chiunque abbia contribuito anche solo con un
gesto, con una parola di gratificazione, anche con una critica costruttiva,
perchè questo ha permesso di accrescere in noi la voglia di credere in quello
che facciamo.
Consegniamo al paese l'opera frutto di grandi sacrifici,
perchè realizzata nel tempo “rubato” alla nostra quotidianità, sperando di aver
fatto un dono che verrà gradito dalla comunità, e che possa contribuire ad
abbellire e risvegliare il cuore del nostro paese ma soprattutto di chi lo
vive.
Patti,
17/05/2015
“Artisti x Caso”
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Il muro
Prima parte: realizzazione dei pannelli in ceramica decorata a mano e cotta al forno, con la collaborazione dei bimbi di una scuola del territorio.
Seconda parte: realizzazione del mosaico trencadis con materiali riciclati, con l'aiuto di chiunque volesse partecipare al progetto.
La bottega Vignagrande all'azione!
Le prime onde prendono forma
Un lavoro incredibile, bravissimi!!! Si vede che l'arte ce l'avete nel cuore!
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